Carta, penna e … zafferano

calligrafia allo zafferano

calligrafia allo zafferano

Amo molto quello sardo, a volte anche quello abruzzese. Di solito lo metto nel risotto alla milanese o per fare un pollo un po’ “colorato”. In realta’ lo zafferano puo’ essere usato anche per scrivere, o meglio per dipingere… La mia amica Bibi (www.bibiart.eu), che della passione per la calligrafia ha fatto il suo mestiere, mi ha mandato del materiale sul cosiddetto “oro rosso”. La parola zafferano viene in origine dall’arabo e significa “giallo”. La pianta (crocus sativus) si trova nel Mediterraneo e in Asia Minore e il suo uso per tingere la seta e creare inchiostri speciali e’ molto antico, conosciuto in Grecia, Egitto, Medio Oriente. In Nord Africa, probabilmente, lo usarono per primi i Fenici, che poi lo fecero conoscere anche ai Romani. La spezia viene ricavata dagli stigmi dei fiori essiccati e lasciati riposare alcuni giorni.
Bibi mi ha fatto avere anche una ricetta per capire come si fa questo inchiostro particolare, arancione o giallo. Si riempie un flaconcino con gli stigmi frantumati di zafferano, si aggiunge alcool etilico o vodka, si agita. Si lascia riposare per qualche giorno e, per ottenere una tonalita’ piu’ scura, si aggiunge altro zafferano. Dopo averlo poi filtrato, si aggiunge un pizzico di polvere finissima di benzoino e con un po’ di gomma arabica si decide la fluidita’. Brava Bibi, viva i creativi!

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7 thoughts on “Carta, penna e … zafferano

  1. Io utilizzo questa tecnica per “dipingere” i particolari delle mie torte (personalcake), soprattutto per l’argento o l’oro. Ovviamente anche i miei coloranti in polvere sono edibili e anche io li sciolgo in alcool (come per i liquori) o vodka, ma non aggiungo altro e non sapevo se ne potesse addirittura fare inchiostro! Se mi servirà il giallo proverò con lo zafferano…che spasso!!!! Brava Fra e brava Bibi. 😉

  2. Vi piacciono i datteri? Li chiamano il “nettare del deserto” e possono entrare in molte ricette..non sono solo buoni a fine pasto. Sicuramente tu conoscerai molti modi per “cucinarli”…..mentre io anche con loro io faccio inchiostri! Sono infatti la base per l’inchiostro persiano. I noccioli, cotti, carbonizzati e ridotti in polvere, erano tra gli ingredienti per la preparazione dell’inchiostro nero. Esiste una ricetta del 1025 del sovrano Al-Muizz ibn Badis ( in arabo : المعز بن باديس -1008-1062) che descrive il processo per ottenere un ottimo inchostro. Provare x credere!

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